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Il veterinario Massimo Pagotto ha presentato ai bambini delle scuole elementari alcune foto che hanno permesso di analizzare le analogie e le differenze nel modo di comunicare dei cani tra loro, rispetto alla comunicazione umana. In quella occasione l’insegnante Fava ha portato il proprio cane, un golden retriever che è stato presentato dal veterinario per le sue caratteristiche legate alla razza: socievolezza, cane da riporto, amante dell’acqua, affettuoso con i bambini, docile e molto ubbidiente.

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Con l’uso delle tempere e dello spazzolino, abbiamo creato dei personaggi fantastici, li abbiamo inseriti in scenari surreali, romantici, natalizi, preistorici oppure horror e poi abbiamo inventato delle storie tutte nostre!

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Oggi sono venuti a trovarci due istruttori di yoga: Fava Luigi e De Boni Marilena dell’ “Associazione un Ponte Oriente Occidente” i quali da molti anni insegnano una ginnastica che libera il corpo!

Sono state due ore davvero intense e ci siamo divertiti molto.

All’inizio ci hanno proposto alcune attività di sblocco del corpo e ci siamo subito riscaldati. Poi siamo entrati nel vivo della meditazione e abbiamo lasciato viaggiare l’immaginazione attraverso un sogno guidato.

Lo yoga dinamico in coppia è stato molto impegnativo e ci siamo accorti di essere un pò bloccati, nonostante la nostra giovane età. Abbiamo capito che dovremmo praticare maggiore streching per allungare meglio i muscoli che precedentemente avevamo messo in tensione.

stretching

In cerchio abbiamo poi sperimentato la pratica della risata utilizzando le 5 vocali per ridere in tutti i modi, non abbiamo avuto alcuna difficoltà in questo esercizio!!!

Dopo vari giochi e altre proposte di ascolto del respiro, abbiamo fatto un massaggio Shiatsu, ponendo semplicemente la nostra mano sul tratto lombare del compagno.

Il risveglio è stato un dolce risveglio con una sorpresa preparata dalla maestra e poi via di corsa a prendere la corriera!

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Oggi abbiamo organizzato un teatrino per affrontare la paura di parlare in pubblico. La comunicazione si divide in comunicazione verbale (le parole) e comunicazione non verbale (gesti, espressioni del viso, postura). Ci sono due tipi di oratori opposti: il sicuro di sé e colui che si considera timido. Il timido, quando si trova  davanti al pubblico, diventa tutto rosso, inizia a sudare, ha il cuore che batte forte, prova imbarazzo, fino talvolta ad avere un blocco psicologico e si dimentica cosa doveva dire. Una strategia è quella di rilassarsi, lasciare andare le tensioni e provare a visualizzare se stessi in una situazione positiva in cui si riesce alla grande a gestire la paura di parlare in pubblico. L’oratore esperto sa che le parole sono importanti , ma la comunicazione non verbale ancora di più, per non parlare della voce. Non dimentichiamoci inoltre di avere chiaro qual è il nostro obiettivo  nella comunicazione e poi lasciamoci andare e come un aereo che decolla, sfruttiamo l’energia della nostra agitazione per lanciarci nella comunicazione senza paura del giudizio altrui.

Oggi abbiamo provato a immaginare, divisi in gruppi,  cosa sta facendo o pensando quell’ omino stilizzato, basandoci unicamente sulla postura del corpo. Ogni gruppo ha poi mimato il significato attribuito ad ogni immagine.

Le risposte sono davvero interessanti!

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Le immagini dell’omino stilizzato sono state copiate dal sito: http://www.ComunicazionePositiva.it/

La maestra ci ha presentato 11 immagini nelle quali si potevano osservare differenti espressioni facciali di un medesimo ragazzo. Divisi a gruppi dovevamo rispondere alla domanda: “Che emozione sta provando, secondo te, il ragazzo?Perchè, cosa può essergli successo?”

Le 5 immagini che seguono hanno avuto maggiore consenso nelle risposte dei differenti gruppi e rappresentano le emozioni di base.

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Le immagini delle espressioni facciali sono state prese dal sito http://www.ComunicazionePositiva.it/

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Oggi ci siamo trasformati in severi critici d’arte, ci siamo disposti in semicerchio ed abbiamo risposto a coppie ad un questionario relativo alla nostra opera d’arte.

Ecco le risposte alle domande:

1) Come giudichi il quadro?
- Ottimo
- Stupendo, colorato
- Assomiglia ad un arcobaleno
- Il quadro è molto bello ed ha molti colori: è una vera opera d’arte!
- Bellissimo e molto sfumato
- Bello, con molte decorazioni e sfumature
2) Quale titolo daresti al quadro?
- Esplosione di colori
- Giochi di linee
- Il lavoro di un gruppo emozionato
- La pioggia di colori
- Puzzle d’arte
- Un disegno speciale
- Il circo in città
3) Perchè secondo te è stato intitolato “Tutto d’un pezzo o un pezzo di tutti?”
- Ognuno di noi ha collaborato per il progetto
- Ognuno di noi ha fatto un pezzo, lo ha colorato con impegno e con gioia e con la sua opera d’arte ha creato un pezzo del puzzle
- Ognuno di noi ha fatto un disegno diverso e mettendolo insieme abbiamo formato un unico pezzo
- Perchè abbiamo preso un foglio e abbiamo cominciato a disegnare i pezzi. Un pezzo di tutti perchè tutti noi abbiamo disegnato un pezzo. Li abbiamo attaccati tutti ed è diventato un pezzo intero.
4) Prevalgono i colori caldi o freddi? (pareggio)
- Caldi: rosso, arancione, rosa, giallo
- Freddi: verde e azzurro, viola
5) Prevalgono più linee verticali, orizzontali o oblique?
Parimerito oblique e verticali
6) Quali emozioni ti suscita?
- Stranezza e divertimento
- Amore e felicità
- Gioia e tristezza allo stesso tempo
- Allegria
- Felicità, tristezza, amore
- Tristezza, gelosia, allegria, vergogna
7) A quanto venderesti il quadro?
La cifra varia dai 500 euro a un numero con 23 zeri
8 ) A chi lo venderesti?
- Ad un museo d’arte o a Berlusconi
- A Kandinsky
- A Clemente Russo
- Al presidente degli USA, così ci darebbe una bella mancia
- Alla mia morosa
- Ad il mio amico Marco
- Al mio papà
- Ad un aristocratico

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Possiamo riconoscerci come simili agli altri, ma anche diversi, come i pezzetti che compongono un puzzle. Ognuno contribuisce con la priopria individualità a creare un puzzle multicolorato e divertente, ognuno si fonde con l’altro arricchendolo di colori, e mantiene la sua unicità pur nella dimensione del gruppo. Riprendendo un quesito posto dalla prof.ssa Mazzini di Padova ci possiamo chiedere: siamo “ Tutto d’un pezzo o un pezzo di tutti?”.

Possiamo essere “tutti d’un pezzo” anche se siamo costituiti da molteplici Sé. Come dice William James la persona ha tanti Sé sociali quanti sono gli individui che la riconoscono, hanno un immagine di lei nella mente e per lei sono importanti.

La prossima settimana indagheremo cosa ne pensano i bambini sull’argomento!

Oggi abbiamo provato ad abbinare i colori primari, secondari e complementari per studiare come interagiscono tra loro e come far risaltare al meglio le forme. Il risultato è stato straordinario: una serie di dischi magici coloratissimi con una cura attenta ai dettagli e all’uso del colore. Alcuni verranno appesi alle finestre, altri incollati su un cartoncino come addobbo per l’albero di Natale.

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Immagini prese da “I più bei mandali per tutte le stagioni”, Macro Edizioni, 2000.

Felicità

Noi bambini abbiamo compilato un questionario sulla felicità: dovevamo riferire quali cose ci rendono veramente felici. Quasi tutti abbiamo scritto che ci rendono felici gli AMICI, al secondo posto avere una famiglia, al terzo le feste come il Natale. Molti sono felici giocando a calcio o con i videogames, guardando la televisione o quando prendono un bel voto. Altri ancora sono felici quando recitano, quando nasce un fratellino e se stanno bene in salute. Infine hanno ricevuto due voti le seguenti voci: sciare, finire i compiti, festeggiare il compleanno, stare con il proprio animale, disegnare, le belle ragazze, le maestre, quando veniamo abbracciati e coccolati.

Le altre voci che hanno ricevuto solo un voto non sono state inserite.

Il colore che è stato maggiormente associato alla felicità dai bambini è il GIALLO!

Oggi era una giornata grigia e piovosa, ma con un pò di musica e di movimento abbiamo creato dei disegni veramente “felici”. Ci siamo divisi in gruppi di due, tre persone e abbiamo realizzato una nostra composizione, giocando con le forme e i colori di Kandinsky.  L’astrattismo ci ha consentito di esprimere le nostre emozioni utilizzando i cartoncini colorati e abbinando le forme geometriche che la musica ci ispirava.

Alcune definizioni di felicità:

“La felicità è una grande festa che si sprigiona nel tuo cuore ed è piena di musica, di colori, piena di amici, con tanti giochi da fare” L.

“La felicità è una cosa che non si vede e non si tocca, ma si sente ed è molto importante” V.

“La felicità è sentire l’aria” M.

“La felicità è un momento bellissimo di grande gioia: se non ci fosse la felicità, il mondo sarebbe brutto e noioso” A.

La felicità è il momento in cui prima sei triste e poi qualcuno ti viene a rallegrare, facendoti scherzare e giocare” A.

“La felicità è un divertimento speciale” E.

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Ed ecco i nostri primi capolavori, abbiamo cercato di riprodurre l’opera “Giallo, Rosso, Blu” di Kandinsky, cambiando i colori a nostro piacimento!

“Candinski fa opere moderne, cioè quasi come spotacci, ma più complesse” F.

La cosa curiosa è che quasi tutti i bambini, di fronte alla domanda “Quale emozione ti suscita il tuo disegno?” hanno risposto:” allegria”. Probabilmente le forme così combinate, seppur nella diversità di colori, trasmettono, alla maggior parte delle persone, tanta energia e felicità!

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Le maestre hanno partecipato a diversi incontri a Venezia, relativi al progetto Guggenheim, che si propone di avvicinare i bambini all’arte moderna e far riscoprire l’arte come strumento di apprendimento. Giocando con le forme, i colori, i diversi strumenti messi a disposizione dall’arte e dalla musica, si può favorire nei bambini lo sviluppo delle capacità visuospaziali, il senso estetico, le modalità di comunicazione tra loro. I bambini, partendo dallo studio dei quadri dei grandi artisti, imparano a sviluppare la creatività, per creare un mondo nuovo, frutto della loro fantasia e immaginazione. Inoltre il lavoro con i compagni favorisce l’accettazione della diversità dell’altro, offrendo confronti creativi tra menti interattive.

“Quando sono le mani a rappresentare i problemi, la mente li affronta con più chiarezza” Leonardo Previ 2006.

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